"Il 90% di una gara di sci te lo giochi prima di aprire il cancelletto. Te lo giochi in ricognizione, quando riesci a tenere il mondo fuori e la concentrazione dentro di te, per leggere al meglio le linee da fare, i punti da ricordare, i passaggi importanti, i riferimenti prima di un salto, per farti dei post-it mentali da tirare fuori all'occorrenza, come degli "alert" mentre sei in gara. Una gara che dura pochissimo. Un niente. Non hai tempo di cambiare strategie come nel corso delle quattro ore di una gara di golf, o di cambiare "atteggiamento" nei confronti dell'avversario come nel tennis. Mentre scendi a 90 all'ora in uno slalom gigante, per quel minuto e mezzo sei tutto ciò che hai fatto durante l'allenamento, come hai lavorato sulla tua testa, come hai imparato a gestire emozioni, concentrazione, pressione psicologica, aspettative tue e degli altri, paura e coraggio, grinta e decisione. Quando si apre il cancelletto, sei tutto questo. Non c'è più tempo per nulla. La prestazione sarà ciò che di più concreto potrai offrire al cronometro e a gli altri. Ma questo sarà "il fuori", il "visibile". Solamente tu, invece, potrai sapere se ciò che potevi fare al meglio l'hai veramente fatto. Solamente questo conterà. Perché se vorrai cercare di nuovo la forza per provare a migliorarti ancora, se vorrai avere la capacità di sopportare i tanti sacrifici che questo comporta, potrai contare solo su te stesso e la tua voglia di far si che tutto questo accada veramente. E se alla fine non ci dovessi riuscire, amen. Saprai di aver dato il massimo. Non sarai diventato un grande campione, ma avrai vissuto degli anni bellissimi, imparato cosa significa stare alle regole di un gioco, allenarsi duramente per qualcosa che si vuole davvero, l'amicizia e la solidarietà tra compagni di squadra, il rispetto degli avversari e dei tuoi allenatori. Avrai imparato qualcosa che poi ti servirà più avanti nella vita.

Ma di questo ti dirò un'altra volta..."